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Presentazione di Marco Cavina
E' una quieta Sicilia notturna quella che vi appare ; la Sicilia non può essere inquadrata con schemi logici, consueti e rassicuranti , non la si ammira a colpo d'occhio , sarebbe maldestramente riduttivo ; tutti e cinque i sensi vengono repentinamente chiamati in causa : luci violente e profumi di mirto , sapori agrumati e suoni ancestrali , contrasti stridenti e mari da sogno , donne autentiche e cantoni di calce bianca.
Stefano Zambuto porta la Sicilia nel sangue in dote preziosa ; quando va alla fonda nel nostro paradiso insulare sa mettersi in sintonia con questa realtà un po' selvaggia, mutata poco o nulla dall'alba della creazione.
In questo caso l'Autore ha voluto proporci un'interpretazione insolita, al di fuori degli stereotipi : una Taormina dormiente , che par godersi il refrigerio notturno. La calura del meriggio, il brulicare e pullulare di un'umanità variegata e colorita , il rincorrersi delle voci lasciano il posto ai silenzi dell'anima , alla pallida luce lunare che riveste di sogno una natura aspra che non si lascia soggiogare , a scansioni prospettiche insolitamente nude di edifici ed architetture che sussurrano di lunghe dominazioni ; atmosfere surreali ma bellissime dove i ritmi naturali ed il frutto dell'uomo trovano un miracoloso equilibrio.
Credo che un po' di Sicilia viva in tutti noi , nella dimensione onirica , nelle aspettative , nel timore di riaprire gli occhi alla realtà.
Marco Cavina
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